L'antica Casa Pretoria, cuore del governo campese per secoli, ospita oggi il Museo della Filigrana dedicato a Pietro Carlo Bosio. Un edificio dove storia civile e arte orafa si intrecciano nel cuore della piazza principale di Campo Ligure.
In cima alla piazza principale di Campo Ligure, di fronte alla chiesa parrocchiale, si erge un edificio che ha attraversato i secoli cambiando funzioni pur mantenendo la sua centralità nella vita del borgo. È l’antica Casa Pretoria — oggi sede del Museo della Filigrana “Pietro Carlo Bosio” — testimone muta di secoli di governo, giustizia e vita civile campese.
La “Casa Pretoria”: il cuore del governo campese
Per secoli questa fu la sede del Governo della Magnifica Comunità di Campo, retta da 8 “Agenti” e presieduta da un Sindaco, eletti ogni anno a sorte l’ultima domenica di dicembre. Il “Parlamento della Comunità” era formato da tutti i capi famiglia maschi con almeno 25 anni di età.
Il potere feudale era rappresentato dal Pretore-Notaio, inviato a Campo su nomina dei Condomini Spinola (dal 1636) e del Senato Genovese: risiedeva anche lui nella Casa Pretoria, con a disposizione un “noncio” e il “braccio di giustizia“, formato da una decina di “birri” alloggiati nel castello. Pretore e birri erano mantenuti a spese della Comunità.
Dal 1820 fino al 1890, quando Campo fu capoluogo di Mandamento con Tribunale di prima istanza e Pretore, la Casa Pretoria ospitò sia il Municipio sia la Pretura. I “Regi Carabinieri“, presenti a Campofreddo dal 1822, avevano la caserma altrove.
Scuola, biblioteca, museo
Nei secoli l’edificio ospitò anche le classi della scuola primaria gratuita, istituita grazie al lascito testamentario del 1732 di don Michele Oliveri (1672–1732) — che prevedeva due classi biennali di “scuola di umanità” (il ginnasio). Nel Novecento divenne sede di varie associazioni locali e, a partire dal 1974, della Civica Biblioteca.
Nel 2008 la “Casa della Giustizia” è diventata la sede del Museo della Filigrana, intitolato a Pietro Carlo Bosio (1917–2001), maestro filigranista campese che donò al Comune e al Museo la sua straordinaria collezione di gioielli in filigrana. Il museo è oggi uno dei poli culturali più significativi di Campo Ligure, e custodisce un patrimonio unico della tradizione orafa locale.
