Una cappella campestre nascosta tra i boschi, alla foce del torrente Langassino. Nata nel 1901 per volere del canonico Oliveri, distrutta dall'alluvione del 1977 e ricostruita dalla comunità, custodisce secoli di devozione popolare campese.
Nascosta tra i boschi, alla foce del “riàn der Càn” dove le acque del torrente Langassino incontrano la pianura, la Cappella della Madonna della Guardia è uno di quei luoghi che si scoprono per caso e che restano nel cuore. Una cappella campestre dalla storia lunga e commovente, ancora oggi viva e frequentata.
Una storia costruita mattone per mattone
Fu il canonico don Giuseppe Salvatore Oliveri (1834–1916) a volerla, a partire dal 1901. Racconta la tradizione che la decisione nacque dopo alcuni drammatici fatti di sangue avvenuti nella valle Langassino, e che don Giuseppe si mise all’opera con la stessa testardaggine discreta che aveva segnato la sua lunga vita pastorale.
La prima pietra fu posata il 27 marzo 1901 su un terreno scosceso ai margini del torrente. Don Giuseppe annotò minuziosamente ogni spesa — calce, pietre, mattoni, formaggio e vino per i muratori — in un registro conservato nell’Archivio parrocchiale: un documento straordinario di economia e devozione popolare.
La prima statua della Madonna col Bambino, opera di un intagliatore contadino della Valle Berlino di cui non si conosce il nome, rimane ancora oggi nella sacrestia della cappella. La campana fu donata dallo stesso canonico nel 1906. La domenica 18 marzo 1906 il parroco benedì il manufatto e la campana davanti alla comunità raccolta.
Distrutta e rinata
Le decorazioni interne, opera di Cesare Peloso (1873–1955), nipote del canonico, vennero eseguite nei decenni successivi. Il 22 maggio 1932 fu benedetta la nuova statua della Madonna, scolpita dallo scultore Cristiano Delago di Ortisei.
La devozione alla “Madonna della Guardia” divenne una festa propria a fine anni Trenta del Novecento. Ma l’alluvione del 7 ottobre 1977 distrusse quasi completamente la cappella. Fu la comunità campese a ricostruirla, con generosi volontari, il contributo del Comune e la tenacia di chi non voleva lasciar andare un pezzo di memoria collettiva.
Come raggiungerla
La cappella si trova in posizione appartata, immersa nel verde, raggiungibile a piedi lungo i sentieri che si snodano tra i boschi ai margini dell’abitato. Un luogo adatto a chi ama camminare e cercare angoli di raccoglimento lontani dalla folla.
